settembre 12, 2013

Riportando tutto a casa


Sono tornato. Anzi siamo tornati. Un mese oltreoceano con le spalle indolenzite dagli zaini pieni di microfoni, videocamere, cavalletti e hard disk. Un mese per cercare di capire cosa significa emigrare oggi nel nuovo mondo. Un mese che ha prodotto tanto materiale e dal quale, ora, c'è da tirar fuori un film. Ma per iniziare c'è da ringraziare tutti quelli che hanno permesso che queste riprese vedessero la luce. Sia coloro che hanno dato il loro contributo attraverso il crowdfundig e sia quelli che hanno avuto quella giusta dose di incoscienza per lavorarci.
Ma c'è da essere soddisfatti: in mezzo a centinaia di ore di riprese si nasconde già il film che verrà. Ancora non è ben visibile dove, nascosto tra le riprese da buttare, mimetizzato tra gli interventi superflui e al girato da scartare. Il film che verrà in realtà già c'è. Tutto sta ora nel riconoscerlo e nel dargli dignità.
I prossimi mesi li passerò a navigare a vista tra flussi video di interviste, riprese nascoste, subway, villette a schiera e foreste, villaggi indiani e sindacalisti nordamericani, curriculum multietnici e meritocrazia, avventurieri e affaristi, tecnologia e mondo selvaggio, asfalto e orsi, e tanta tanta umanità di frontiera. Nella prima fase del film, quella delle riprese, non mi è stato possibile, ma almeno in questa seconda cercherò di tenervi aggiornati. Stay tuned and please please please.

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